Oramai non sono molti i chilometri che ci separano da casa, cerchiamo così di sfruttare al massimo le ore che ci sono rimaste.
Contrariamente all'andata, il ritorno l'abbiamo diluito in due giorni in modo da evitare di fare 1200 km in una sola tirata, tenendo conto anche della stanchezza accumulata durante la nostra avventura.
Così partiti da Berlino abbiamo bruciato i chilometri che ci mancavano per raggiungere l'Austria, e dico bruciato nel vero senso della parola visto la media di 160/170 km all'ora.
Arrivati a Salisburgo avevamo già prenotato il ristorante dove mangiare, Pasta e Vino, ristoranti italiano, gestito da italiani, veramente ottimo.
Quindi se passate per Salisburgo vi consiglio vivamente di andare a mangiare li, la cucina è ottima e l'atmosfera pure.
Ovviamente eravamo stati li anche all'andata solo che mi ero dimenticato di scriverlo.
Una cosa che ho notato qui, come in altri posti all'estero in cui sono stato (compreso il periodo in cui ho vissuto in Inghilterra a Sheffield) è che le varie comunità di italiani sono molto unite, molto più che in Italia e quando trovano altri paesani li fanno sentire subito parte di questo gruppo.
Pensate abbiamo pure trovato un Jesolano che lavora allo stadio di Salisburgo ormai da dieci anni.
Lui ci ha fatto un pò da cicerone, portandoci in posti che sinceramente non pensavo ci fossero qui.
Quindi che dire, una giornata, quella di ieri, che doveva essere solo un sosta verso casa, si è tramutata nell'ennesima serata da ricordare di questo viaggio.
Bene, ora si che manca veramente poco al ritorno a casa, entro il pomeriggio saremo a jesolo, quindi preparatevi a rivedere le nostre brutte faccie!!!!!
ICELAND 2011 - Return to the north
Pronti per una nuova avventura
Quest'anno si ritorna a nord!! Dopo aver attraversato, lo scorso anno, il continente americano da costa a costa, la nostra prossima metà sarà l'affascinante Islanda. Periodo di partenza sarà, come ormai d'abitudine, ottobre
domenica 23 ottobre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
Ritorno all'inciviltà
Purtroppo questa mattina abbiamo dovuto lasciare l'isola.
Il cielo plumbeo gonfio di pioggia ci accoglie al mattino, la giornata così grigia e ventosa non fa altro che aumentare la malinconia che ci circonda.
Nessuno di noi è poi tanto felice di tornare a casa.
L'aeroporto è stracolmo di gente, sembra quasi che tutti vogliono lasciare l'Islanda oggi, scappare vai non so da cosa, forse da troppa bellezza.
Il viaggio in aereo non è dei migliori, confinati in coda siamo continuamente disturbati da una comitiva di islandesi sovreccitati dal viaggio e pure carichi di birra.
Arrivati a terra, a Berlino, un pò scombussolati, ci capita anche che lo shuttle, del parcheggio dove avevamo lasciato in deposito l'auto, ritardi parecchio anche a causa del caos di gente che fatalità doveva andare tutta nel nostra stessa direzione.
Quindi potete benissimo immaginare che giornata ci sia capitata.
Arrivati stressati a Berlino centro abbiamo dovuto inoltre girare per ore per trovare un parcheggio.
Ok ora distesi a letto ci rilassiamo finalmente, domani iniziamo a tornare verso casa.
Penso che dormiremo una notte a Salisburgo e poi saremo a casa
giovedì 20 ottobre 2011
This is the end..
..cantava il giovane Jim Morrison, in un miscuglio di malinconia e allucinazioni, davanti al pubblico del Whisky a Go Go, dal quale poco dopo sarebbe stato sbattuto fuori.. ..mah..
Quella che provo ora e' una sensazione strana, mentre schiaccio felpe, scarponi e jeans dentro la valigia (come se quest'ultimi mi supplicassero di lasciarli fuori):
non c'e' il desiderio di tornare a casa,
ma la voglia di rimanere a tutti i costi
e la sensazione che, almeno per il momento, quest'isola non mi voglia piu', quasi mi stia sbattendo fuori, ma con la sua naturale gentilezza: "grazie tante megrez, buon viaggio e arrivederci a quando sarai convinto di tornare"
per dirla tutta, secondo me questa terra non e' adatta a gente casinista e sgangherata come quella che abita la nazione dalla quale provengo e della quale faccio parte..
l'Islanda esige rispetto, pretende di essere contemplata in silenzio e se qualcuno ambisce all'onore di cantarne la bellezza o di viverla, deve farlo con delicatezza.
Questa terra ha ispirato Jules Vernes a scrivere uno dei piu´ famosi libri di fantascenza, un romanzo che proclama la bellezza del nostro pianeta;
ospita l'Imagine Peace Tower dedicata al concetto di pace formulato da John Lennon, che dovrebbe essere universale e che e' in sintonia con l'anima dell'isola;
ti accoglie in un abbraccio di contrasti e melodie, attraverso spiagge nere e vette bianche, oceani bui e cieli vivaci e lo fa con la stessa intensita' con cui Janis Joplin canterebbe la sua Piece Of My Heart.
Non e' un caso se ogni giovane che vive qui o scrive o suona o disegna o addirittura fa alcune di queste cose contemporaneamente.
Prendendo esempio da loro, ho deciso di celebrare la fine di questo viaggio miscelando i colori della spiaggia di vik a come immagino io certi luoghi descritti da Stephen King nella Torre Nera (che sto finendo di leggere). Non sono un amante dei racconti fantasy, ma in questo ho trovato un elemento decisamente bizzarro: l'autore ha cercato e trovato il modo di far credere al lettore di essere stato lui stesso la fonte della propria ispirazione, in un gioco tra passato e futuro. Allo stesso modo, io ho voluto ripescare una vecchia poesia, che ora come ora mi sembra sia stata ispirata da cio' che ho provato viaggiando attraverso questo paese. Questo componimento e' piu' utile a me che bello da leggere, ma e' sincero e questa e' la cosa piu' importante.
Ciao Islanda!
-----------
Guida Per Le Necessita'
già così dovresti passarci sopra
e non leggere nemmeno
una riga oltre
esagerato il senso dedicato
e inadeguata la forza
per vivere l’attimo
vedi la traccia del paroliere?
un polverone di bla bla cestinati
calpestare le miriadi
di filosofie infrante
rianima il sangue
di un significato proprio
piano
soffice
l'impiccagione di un sogno
niente occhi chiusi
impara a farne a meno
la vita è tutto ciò che serve
-----------
- MEgrez
Quella che provo ora e' una sensazione strana, mentre schiaccio felpe, scarponi e jeans dentro la valigia (come se quest'ultimi mi supplicassero di lasciarli fuori):
non c'e' il desiderio di tornare a casa,
ma la voglia di rimanere a tutti i costi
e la sensazione che, almeno per il momento, quest'isola non mi voglia piu', quasi mi stia sbattendo fuori, ma con la sua naturale gentilezza: "grazie tante megrez, buon viaggio e arrivederci a quando sarai convinto di tornare"
per dirla tutta, secondo me questa terra non e' adatta a gente casinista e sgangherata come quella che abita la nazione dalla quale provengo e della quale faccio parte..
l'Islanda esige rispetto, pretende di essere contemplata in silenzio e se qualcuno ambisce all'onore di cantarne la bellezza o di viverla, deve farlo con delicatezza.
Questa terra ha ispirato Jules Vernes a scrivere uno dei piu´ famosi libri di fantascenza, un romanzo che proclama la bellezza del nostro pianeta;
ospita l'Imagine Peace Tower dedicata al concetto di pace formulato da John Lennon, che dovrebbe essere universale e che e' in sintonia con l'anima dell'isola;
ti accoglie in un abbraccio di contrasti e melodie, attraverso spiagge nere e vette bianche, oceani bui e cieli vivaci e lo fa con la stessa intensita' con cui Janis Joplin canterebbe la sua Piece Of My Heart.
Non e' un caso se ogni giovane che vive qui o scrive o suona o disegna o addirittura fa alcune di queste cose contemporaneamente.
Prendendo esempio da loro, ho deciso di celebrare la fine di questo viaggio miscelando i colori della spiaggia di vik a come immagino io certi luoghi descritti da Stephen King nella Torre Nera (che sto finendo di leggere). Non sono un amante dei racconti fantasy, ma in questo ho trovato un elemento decisamente bizzarro: l'autore ha cercato e trovato il modo di far credere al lettore di essere stato lui stesso la fonte della propria ispirazione, in un gioco tra passato e futuro. Allo stesso modo, io ho voluto ripescare una vecchia poesia, che ora come ora mi sembra sia stata ispirata da cio' che ho provato viaggiando attraverso questo paese. Questo componimento e' piu' utile a me che bello da leggere, ma e' sincero e questa e' la cosa piu' importante.
Ciao Islanda!
-----------
Guida Per Le Necessita'
già così dovresti passarci sopra
e non leggere nemmeno
una riga oltre
esagerato il senso dedicato
e inadeguata la forza
per vivere l’attimo
vedi la traccia del paroliere?
un polverone di bla bla cestinati
calpestare le miriadi
di filosofie infrante
rianima il sangue
di un significato proprio
piano
soffice
l'impiccagione di un sogno
niente occhi chiusi
impara a farne a meno
la vita è tutto ciò che serve
-----------
- MEgrez
Arrivederci Islanda, Goodbye
Dopo due straordinarie settimane passate qui in Islanda, siamo arrivati agli sgoccioli del viaggio.
Ultimo giorno sull'isola, domani l'aereo ci riporterà a Berlino e da li in poi inizierà in viaggio di ritorno a casa.
Nella mente ripassiamo tutti i momenti belli di questa avventura, anche quelli brutti, se poi vogliamo chiamarli così.
Perchè fortunatamente di brutto non è successo niente, ci sono stati solo degli imprevisti, ma si sa in viaggio ci stanno, non puoi calcolare sempre tutto.
Sta qui anche lo spirito d'avventura e vedendo come e dove siamo stati, è andata anche troppo bene.
Il bello è che chiudendo gli occhi puoi rivedere i stupendi paesaggio che ci hanno accompagnato in questo periodo, il mare con le sue coste e le spiagge nere, le montagne con e senza neve, dipende se eravamo al sud o al nord e senza dimenticare i ghiacciai e i vulcani.
Inoltre ci sono state anche le varie lagune, i laghi azzurri o ghiacciati, le distese di lava nere come la notte, le pozze di acqua bollente e i vapori sulfurei delle fumane.
Come avrete sicuramente capito questo paese ci ha veramente impressionato, ci è entrato dentro e penso che non ne uscirà mai.
Mi tornano in mente poi anche i vari giorni in cui ci si spostava quasi solo in macchina, ma non erano per niente noiosi, anzi tra battute varie, scherzi e con le pecore islandesi che ci osservavano dai cigli delle strade e noi che con colpi di clacson le facevamo correre all'impazzata.
Ah si non vi avevo detto delle pecore, qui sono ovunque e non scherzo quando dico ovunque, praticamente erano una costante nei vari paesaggi islandesi.
In qualsiasi zona dell'Islanda le trovavi, perfino inerpicate sulle rocce e sopra le montagne, con la pioggia, il vento burrascoso o la neve, niente riusciva a distrarle dal loro passatempo preferito: mangiare.
Che altro aggiungere, ma ora come ora ho talmente tante cose che mi girano per la testa che, nella confusione generale, sicuramente ho dimenticato qualcosa.
Ok non importa mi tornerà sicuramente in mente prima o poi, anche perchè io di sicuro questa vacanza non la dimentico.
Quindi cara Islanda ti saluto, per il momento, che sia un addio o solo un arrivederci non lo so, però una cosa è sicura, non ti dimenticherò mai.......
Un saluto
Goodbye
Ultimo giorno sull'isola, domani l'aereo ci riporterà a Berlino e da li in poi inizierà in viaggio di ritorno a casa.
Nella mente ripassiamo tutti i momenti belli di questa avventura, anche quelli brutti, se poi vogliamo chiamarli così.
Perchè fortunatamente di brutto non è successo niente, ci sono stati solo degli imprevisti, ma si sa in viaggio ci stanno, non puoi calcolare sempre tutto.
Sta qui anche lo spirito d'avventura e vedendo come e dove siamo stati, è andata anche troppo bene.
Il bello è che chiudendo gli occhi puoi rivedere i stupendi paesaggio che ci hanno accompagnato in questo periodo, il mare con le sue coste e le spiagge nere, le montagne con e senza neve, dipende se eravamo al sud o al nord e senza dimenticare i ghiacciai e i vulcani.
Inoltre ci sono state anche le varie lagune, i laghi azzurri o ghiacciati, le distese di lava nere come la notte, le pozze di acqua bollente e i vapori sulfurei delle fumane.
Come avrete sicuramente capito questo paese ci ha veramente impressionato, ci è entrato dentro e penso che non ne uscirà mai.
Mi tornano in mente poi anche i vari giorni in cui ci si spostava quasi solo in macchina, ma non erano per niente noiosi, anzi tra battute varie, scherzi e con le pecore islandesi che ci osservavano dai cigli delle strade e noi che con colpi di clacson le facevamo correre all'impazzata.
Ah si non vi avevo detto delle pecore, qui sono ovunque e non scherzo quando dico ovunque, praticamente erano una costante nei vari paesaggi islandesi.
In qualsiasi zona dell'Islanda le trovavi, perfino inerpicate sulle rocce e sopra le montagne, con la pioggia, il vento burrascoso o la neve, niente riusciva a distrarle dal loro passatempo preferito: mangiare.
Che altro aggiungere, ma ora come ora ho talmente tante cose che mi girano per la testa che, nella confusione generale, sicuramente ho dimenticato qualcosa.
Ok non importa mi tornerà sicuramente in mente prima o poi, anche perchè io di sicuro questa vacanza non la dimentico.
Quindi cara Islanda ti saluto, per il momento, che sia un addio o solo un arrivederci non lo so, però una cosa è sicura, non ti dimenticherò mai.......
Un saluto
Goodbye
mercoledì 19 ottobre 2011
Viaggio al centro della terra
| « Discendi nel cratere dello Jokull di Sneffels che l'ombra dello Scartaris viene a lambire prima delle calende di luglio, viaggiatore ardito, e giungerai al centro della Terra. Ecco quello che io feci. Arne Saknussemm » Tratto da Viaggio al centro della Terra La tappa odierna ci porta nella penisola di Snaefellsnes, li si trova lo Sneffels, l'ennesimo vulcano presente nell'isola. Questo vulcano però rispetto agli altri è famoso non perchè con una sua eruzione abbia causato disastri ambientali o bloccato i voli aerei mondiali per un certo periodo. E' famoso perchè un certo Jules Verne, lo ha usato in un dei suoi libri più famosi: Viaggio al centro della terra. Nel romanzo il suddetto vulcano rappresenta la porta d'accesso alle profondità del pianeta. Ancora prima di arrivare al vulcano la penisola si presenta già nel suo splendore, il tempo è un pò incerto ma gli spiragli di sole rendono magico il panorama circostante. Il vulcano si presenta come una sorta di piccola catena montuosa la cui cima è nascosta da nubi fitte e minacciose. Come prodi esploratori, neanche fossimo usciti dal racconto di Verne, ci inerpichiamo su per la montagna. Fortunatamente il nostro mezzo non ci abbandona, anzi digrigna i denti e con la potenza delle sue ruote motrici ci porta tranquillamente verso la cima. Purtroppo ad un certo punto abbiamo dovuto abbandonare l'impresa, le nubi troppo fitte e la neve capiente ci ha sconsigliato di proseguire. Comunque già l'atmosfera che ci circondava, li dove eravamo arrivati, dova un senso al tentativo di scalata. Tornati su strade più agevoli, continuiamo il nostro giro della penisola. Sulla punta di essa ci fermiamo ad ammirare le spendide coste vicino Hellnar, alte e frastagliate. Dopo aver dato un ultima occhiata al vulcano, ci riportiamo sulla strada principale. Ancora alcuni chilometri e la tappa finale della giornata ci si presenta davanti agl'occhi. Borgarnes, è qui dove dormiremo stanotte. Il viaggio ormai è agli sgoccioli, manca davvero poco a tornare nella nostra realtà, lasciando così questo mondo di fata, quasi un'isola che non c'è, ai ricordi. |
Iscriviti a:
Post (Atom)