Oggi più che altro è stata una giornata di spostamento, siamo partiti da Akureyri e ci siamo fermati solo per dormire in un paesino sperduto, ubicato su una sorta di fiordo/insenatura.
L'ostello si trova appena fuori dal paesino, su una collinetta in mezzo al nulla.
Comunque prima vorrei tornare un attimo indietro a quello che è successo stamani.
Più che a quello che è successo, in realtà niente di che, è stata più la situazione in cui ci siamo trovati.
Ok ora mi spiego.
Stamattina svegliati non prestissimo, saranno state le otto e mezza, abbiamo dovuto aspettare le dieci per uscire a fare colazione.
Questo perchè, soprattutto nel nord dell'Islanda, i bar e gli altri esercizi commerciali aprono dalle dieci in avanti, per poi chiudere per le otto/nove della sera.
Questo rende complicato relogarsi la giornata, più che altro parlando di pasti, visto che noi europei (diciamo pure noi italiani) siamo abituati a fare colazione, mangiare a pranzo e a cena.
Quindi tre pasti e se si è costretti a fare colazione per le dieci, a mezzogiorno non hai di sicuro molta fame e quindi magari mangi per l'una o addirittura le due.
Stesso discorso per la cena, avendo finito di mangiare sulle due alle sette di fame ne hai poca.
Altra cosa che ci ha particolarmente colpito qui e si è notata molto ad Akureyri, è che anche nei giorni festivi le città sono semi deserte.
Oggi che era domenica, alle undici passate in centro città non c'era nessuno.
Sembrava fossero le cinque del mattino, la sera prima poi che era sabato abbiamo fatto un giro sempre in centro e non c'era quasi nessuno.
Sarà perché noi siamo abituati ad altri ritmi di vita, ai sabato sera in cui tutti o quasi escono e vanno in giro, quindi trovarti in queste situazioni ti fa riflettere.
Bisogna anche dire che noi giudichiamo e cerchiamo anche di comprendere uno stile di vita, il loro, che non potremo mai apprendere fino in fondo, d'altronde viviamo in due realtà molto differenti tra loro.
Ok dopo questa digressione sullo stile di vita islandese, vi saluto e ci sentiamo domani.
I fiordi ci aspettano
Nessun commento:
Posta un commento