Pronti per una nuova avventura

Quest'anno si ritorna a nord!! Dopo aver attraversato, lo scorso anno, il continente americano da costa a costa, la nostra prossima metà sarà l'affascinante Islanda. Periodo di partenza sarà, come ormai d'abitudine, ottobre

mercoledì 12 ottobre 2011

Arrivo tra i ghiacciai

(Martedì 11 ottobre)
Non possiamo lasciare definitivamente Vik senza prima aver visto le sue caratteristiche spiagge nere.
La nostra ormai fidata jeep ci porta direttamente tra le dune sabbiose.
Incastonata tra tratti di alte scogliere, la spiaggia è sferzata continuamente sia dal vento, che dalla furia delle onde oceaniche.
La sabbia, grossa, granulosa e soprattutto nera, quasi scrocchia quando la calpesti, in alcuni punti poi alla sabbia si alternano distese di piccoli sassetti perfettamente rotondo, ovviamente neri anche questi.
Questo ti fa capire quando i vulcani islandesi incidano, sia ora che nel passato, sull'isola.
Salutiamo Vik e riprendiamo il nostro cammino, portandoci progressivamente sempre più ad est dell'Islanda.
Iniziamo così ad avvicinarci al Vatnajokull, il ghiacciaio più grande dell'isola, nonché anche il ghiacciaio più grande del mondo dopo i poli.
Trovata una pista interessante (per pista intendo le stradine sterrate che sono presenti qui) ci addentriamo verso le pendici del ghiacciaio, li estasiati ammiriamo un delle lingue di ghiaccio del Vatnajokull, che dalle sommità innevate scende prepotente verso valle.
Tempo di qualche foto e ci rimettiamo in strada e dopo alcuni chilometri ci ritroviamo in una delle lagune più affascinanti dell'isola, Jokulsarlon.
Questa laguna formata dallo scoglimento e del conseguente ritiro del ghiacciaio, si presenta come una sorta di piccolo lago in cui galleggiano piccoli iceberg.
Grazie alla trasparenza del ghiaccio ed a un effetto ottico particolare, gli icesberg assumono una colorazione blu.
L'effetto finale lascia a bocca aperta, inoltre piccoli mezzi anfibi ti portano attraverso la laguna facendoti ammirare i pezzi di ghiaccio da ogni angolazione.
Esausti ma ancora affascinati da quello che avevamo visto in giornata, risaliamo in auto e con il sole che ci tramonta alle spalle, ci dirigiamo a Hofn, dove dormiremo le prossime due notti.

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