Tappa odierna: Husavick.
Non chiedetemi una cronaca della giornata perché scrivere riassunti ordinati non è il mio forte. E' Marco quello che sa imprimere in un'immagine o in qualche riga il sunto diretto e più efficace per ciò che si vive viaggiando; Renegade potrebbe stupirvi trasformandolo in un meraviglioso dipinto; mentre Natty.. beh, Natty è un discorso a parte; è lo spirito d'avventura fatto a persona, perciò non è tanto quello che può trasmettere agli esterni (come i curiosi che leggono), quanto quello che sa donare ai presenti (i compagni di viaggio veri e propri): sicurezza, simpatia e tranquillità.
Se immaginiamo questo viaggio come un pranzo completo in un ristorante chic, Natty sarebbe un antipasto, Marco il primo e Renegade il secondo.
Io sarei invece qualche guarnizione sparsa qua e là, come un dessert o un caffè o il prezzemolo, che non guasta mai, o la paprika sulle patate fritte, che qua va tanto di moda; cerco di estrapolare idee, pensieri e frasi da buttare là in una qualche forma geometrica e bislacca, che s'aggrovigli in qualche logica, ma che tenti soprattutto di stuzzicare l'appetito.
"Your mind can never change unless you ask it to" come dice una delle mie canzoni preferite.
E' il concetto di base col quale ti scontri quando ti ritrovi catapultato in una realtà diversa dalla tua, ed è più o meno ciò che mi viene da pensare quando vedo neve e pezzi di ghiaccio che si sciolgono piano su una pozza d'acqua fumante proveniente dalla bocca di un vulcano dormiente.
Laghi bollenti e a pochi centimetri un vento polare.
Vecchietti che, pur vivendo in un posto isolato dal mondo, parlano l'inglese meglio di me, che dovrei saperlo per mestiere.
Case lasciate aperte perché la criminalità qua è solo un concetto inventato da Hollywood.
Certi visi strani (delinquenti ?) che ti accolgono con sorrisi semplici, sinceri e pacifici.
Natty direbbe: "Ou ma dove sen finii? No se capisse pi niente qua.."
Ed è vero. Anche se la sua è una battuta.
Arrivando al dunque: qual'è il vero limite oltre il quale i concetti e la filosofia di vita, che ti sei costruito nella vita, smettono di essere radici di un passato che ti identifica ed importante da ricordare, diventando dei limiti psicologici tanto elementari quanto idioti?
La domanda successiva che ti poni è: posso governare questo limite a mio piacimento?
E' questa la vera liberà a cui miri e che desideri mentre respiri l'aria gelida del lago di Myvatn?
Non mi viene in mente una conclusione decente per questo post, d'altra parte dove sta scritto che devo inserirne una?
- MEgrez
Nessun commento:
Posta un commento